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MISTERO! Alla scoperta delle energie sottili del castello di Morsasco

MISTERO! Alla scoperta delle energie sottili del castello di Morsasco

Al castello di Morsasco, sabato 5 dicembre 2015 è tempo di Mistero: un viaggio alla scoperta della geometria misteriosa e del potenziale energetico del castello con Gianni Cerruti. Radioestesista e rabdomante, noto al grande pubblico per la sua partecipazione a Mistero, il programma di Italia1, con un puntata dedicata alla Sacra di San Michele ha compiuto un approfondito studio sull’insediamento del castello e del borgo medievale, riscontrando molti elementi di grande interesse. La visita guidata, preceduta da una breve conferenza introduttiva, è dedicata alla scoperta di quella che viene definita la ‘geometria sacra’, le cui conoscenze sono state applicate fin dalle prime costruzioni megalitiche e, in generale, in tutti gli edifici sacri per permettere una migliore connessione con il Divino. Da sempre i luoghi sacri sorgono nei punti di incrocio di queste griglie (dolmen, menhir, piramidi, templi, chiese romaniche, cattedrali gotiche, ecc…), dove è presente un’intensa forza energetica che può essere canalizzata ed utilizzata dall’uomo a fini guaritivi e spirituali. Questi luoghi hanno sempre un denominatore comune: sono costruiti sopra vene acquifere, incroci delle medesime, falde o linee sincroniche, e, comunque punti particolari di energia tellurica. Il sito del castello presenta un interessante incrocio di linee “sincroniche”, le cosiddette LEY LINE che sono conduttori di energia sottile, che percorrono per lunghe distanze la terra, in grado di canalizzare e catalizzate le enormi  forze dell’Universo .  Costituiscono una rete di tracciati che uniscono luoghi ad alta energia distanti anche centinaia di chilometri. Alfred Watkins e William Lewis scoprirono alcune linee, le più importanti uniscono Carnac in Francia, con Karnac  in Egitto ,passando per il centro di Lione e per i Fori...
20 anni di Castelli Aperti  tra Piemonte e Liguria: il bilancio con Franca Mollo

20 anni di Castelli Aperti tra Piemonte e Liguria: il bilancio con Franca Mollo

Con il mese di ottobre volge al termine un’altra stagione di Castelli Aperti. Da maggio fino ad oggi sono stati tantissimi gli eventi organizzati nei castelli e nelle dimore di Piemonte e Liguria: appuntamenti culturali, visite guidate, concerti, incontri enogastronomici e tanto altro. Ottobre è quindi anche il mese dei bilanci: bisogna guardare al passato per programmare al meglio il futuro. Franca Mollo, presidente dell’associazione Amici dei Castelli Aperti, racconta quali sono stati i momenti migliori di questi mesi e quali sono le prospettive future di questa importante rassegna. Franca Mollo, qual è il bilancio di questa stagione? Il bilancio è senz’altro positivo, anche se quest’anno Castelli Aperti ha avuto il compito non facile di confrontarsi con un evento come Expo2015, che non è riuscito a ridistribuire i turisti sul territorio circostante. Castelli Aperti è una rassegna in crescita, ad oggi aderiscono oltre 70 edifici storici di Piemonte e Liguria, tra castelli, ville, torri, giardini e musei. Quali sono stati gli eventi che hanno funzionato meglio? Certamente alcuni eventi mirati, particolari. I concerti portano sempre con sé il proprio pubblico di appassionati, alcune visite guidate a tema, gli appuntamenti dedicati ai bambini hanno richiamato molte persone. Come è cambiato il turismo dei castelli negli anni? Abbiamo notato un pubblico più giovane. E’ sempre un turismo di nicchia, rivolto agli appassionati, a persone con un certo interesse culturale, ma l’età media si è un po’ abbassata. Inoltre, rispetto alle edizioni precedenti, abbiamo notato un maggior interesse da parte degli uomini, anche soli o con amici: spesso abbiamo avuto a che fare con coppie o donne sole appassionate di arte, ma...
Monticello d’Alba, una tradizione secolare tra vini e tartufi

Monticello d’Alba, una tradizione secolare tra vini e tartufi

Seicento anni di tradizioni tra le mura di Monticello d’Alba. E’ la storia dei Conti Roero, proprietari di una delle costruzioni medievali più rappresentative del Piemonte, sia come modello architettonico, sia per il perfetto stato di mantenimento. Una posizione scenografica, a nord della provincia di Cuneo, importante attrazione turistica per il territorio: in occasione di Castelli Aperti, la Contessa Elisa Roero racconta alcuni aneddoti legati alla vita nelle stanze di questa storica dimora. L’estate ormai è alle spalle ed è tempo di bilanci: come valuta la stagione turistica al Castello di Monticello? Se devo essere sincera, l’estate non ha portato molti turisti, probabilmente per colpa del gran caldo. Abbiamo registrato numeri inferiori rispetto all’anno scorso, la maggior parte dei visitatori arriva in questo periodo, ospitiamo diverse persone tra settembre e ottobre. Più in generale, che cambiamenti ha notato nel turismo piemontese negli ultimi anni? Nel corso degli anni i numeri sono certamente aumentati, una volta era un turismo riservato ad appassionati colti, professori; oggi ci vengono a trovare persone di diversa estrazione sociale, che magari vogliono solo trascorrere una giornata all’aria aperta. I grandi eventi influenzano le visite al Castello? Senza dubbio. Collisioni, Cheese, la Fiera del Tartufo, ad esempio, sono eventi che attirano migliaia di visitatori ed in quei periodi siamo sempre al completo, c’è tantissima gente. Sono eventi importantissimi per il nostro territorio, che muovono persone da diverse parti d’Italia e dall’estero. Il castello di Monticello d’Alba che servizi offre in particolare? Organizziamo le visite guidate, sia del parco esterno, sia degli interni dell’edificio. Poi abbiamo un piccolo albergo, tre stelle, dove ospitiamo chi si vuole fermare per qualche...
1000 anni di storia al Castello Sannazzaro di Giarole

1000 anni di storia al Castello Sannazzaro di Giarole

Sabato 3 ottobre ha presentato il libro “De Sancto Nazario”, dedicato alla storia millenaria della sua famiglia, tra arte, libertà e territorio. Giuseppe Sannazzaro Natta di Giarole, dopo una vita trascorsa ad occuparsi di finanza internazionale, è oggi il proprietario “a tempo pieno” dell’omonimo castello piemontese in provincia di Alessandria. Un impegno quotidiano, arricchito da diversi appuntamenti culturali, che ha saputo muovere turisti da ogni parte del mondo. Intervistato da Castelli Aperti, ci svela alcuni aneddoti relativi alla realizzazione del suo manoscritto e alla vita tra le mura della sua dimora. Come è nata l’idea di scrivere un libro sulla storia della propria famiglia? In realtà ho iniziato diversi anni fa per mia personale curiosità; ho cominciato a scrivere appunti per ricordarmi alcuni passaggi della nostra storia, non avevo un piano editoriale preciso. L’idea vera e propria è nata l’anno scorso, quando ho incontrato il professor Giorgio Federico Siboni, che si è fermato una notte nel nostro Bed&Breakfast; è stato lui stesso a scrivere il saggio introduttivo. Da quel momento ho rivisto i miei appunti e approfondito alcuni temi. E’ stato difficile reperire tutto il materiale? Gran parte del materiale si trova all’interno dell’archivio di famiglia, poi mi sono dovuto fare aiutare per rintracciare altri documenti non in nostro possesso. Non è stato semplice raccogliere in poche pagine una storia di mille anni: erano necessarie alcune considerazioni sui diversi periodi storici e ci è voluto del tempo per capire quali fossero i passaggi fondamentali. Da quando abita nel Castello di Giarole? Ho ereditato il Castello nell’86, ma sono venuto ad abitarci solo nel 2006. In quel periodo di tempo ha...
Ensemble Seicentonovecento al Castello di Morsasco, un concerto tra passato e futuro

Ensemble Seicentonovecento al Castello di Morsasco, un concerto tra passato e futuro

Rivisitare il passato, sognando e costruendo il futuro. E’ con questo spirito che l’Ensemble Seicentonovecento gira il mondo da circa trent’anni, proponendo la riproduzione di capolavori senza tempo e di prime esecuzioni di musica contemporanea. Un progetto di livello internazionale, residente a Villa Lante al Gianicolo, presso l’Institutum Romanum Finlandiae, mai esibitosi in Piemonte fino ad ora: per questo motivo il concerto gratuito di domenica pomeriggio (17.30) al Castello di Morsasco in provincia di Alessandria, intitolato “Il Trionfo del Barocco”, è un evento senza precedenti. Flavio Colusso, fondatore e direttore dell’Ensemble Seicentonovecento, racconta cosa si cela dietro questo titolo così ricco di significati. Colusso, come nasce l’idea di suonare al Castello di Morsasco? Questo concerto vorrebbe essere il primo di una serie di appuntamenti chiamati “Castelli Aperti alla Musica”, ma bisogna vedere cosa succederà in futuro. Mi piace pensare al castello sotto una forma più umanizzata, che possa abbracciare la musica, che non sia un mero contenitore. Sono estremamente affascinato da questo contesto. Che significato ha suonare in un castello? Il castello è da sempre la dimora di un nobile, di un marchese, un conte, ma io penso a questa dimora nella sua forma più spirituale: il cuore del castello è circondato dalle mura, bisogna superare queste barriere per arrivare al suo interno. Per incontrare Gesù o per incontrare gli altri. Poi le coincidenze non mancano: eseguiamo un’opera di Santa Teresa d’Avila, tratta dal suo libro il “Castello Interiore”, già suonata da un esponente del barocco come Dario Castello. Ci sono davvero tanti castelli, l’uno dentro l’altro. Che cosa può raccontare di questo “Trionfo del Barocco”? A leggere questo...
I Castelli del Piemonte, un patrimonio senza eguali al mondo

I Castelli del Piemonte, un patrimonio senza eguali al mondo

Circa un anno fa, il territorio di Langhe, Roero e Monferrato veniva dichiarato Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO. Tra i promotori che hanno reso possibile questo riconoscimento c’è anche Gianfranco Comaschi, presidente dell’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato, da sempre attivo nella difesa, manutenzione e promozione dei castelli piemontesi. In occasione dell’iniziativa “Paesaggi e Castelli per Expo2015”, che prevede l’apertura eccezionale di diversi castelli del Monferrato dal 25 settembre al 18 ottobre, racconta il suo impegno e la sua passione per queste antiche dimore. Comaschi, quanto è importante l’iniziativa “Paesaggi e Castelli per Expo2015”? E’ sicuramente un appuntamento di richiamo internazionale, speriamo possa essere molto utile per far conoscere i nostri castelli. Io non mi occupo personalmente di questa iniziativa, ma da anni mi batto per la loro valorizzazione, ho insistito molto con l’assessore Parigi affinchè ci fosse un evento correlato con Expo2015. Già anni fa, con la Provincia di Alessandria, organizzammo un evento sul tema Paesaggi e Castelli: dobbiamo sempre ricordarci che abbiamo un patrimonio incredibile, nessuno al mondo può vantare tanti castelli come il Piemonte. Quali sono state le reazioni dei proprietari dei castelli in questi anni? Non è stato un procedimento facile far aprire i castelli al pubblico. Molto spesso si tratta di dimore personali, abitazioni, non tutti erano disponibili. Oggi le cose vanno decisamente meglio, c’è più apertura, anche se non è mai facile mettere d’accordo tutti. Quali sono le maggiori difficoltà? Spesso gli orari, come accade quando si lavora con tante persone. E poi non bisogna dimenticare che mantenere questi edifici costa molti soldi: spesso si presta poca attenzione...
Castello di Sanfrè, tra storia e tradizioni familiari

Castello di Sanfrè, tra storia e tradizioni familiari

Vivere in un castello è da sempre un’esperienza fuori dal comune. Ancora oggi infatti significa dare continuità alle proprie tradizioni familiari, immergersi in un mondo che non c’è più, ma anche prendersi cura di una dimora che ha sempre bisogno di manutenzione. Lo sa bene Ferdinando Sobrero, co-proprietario insieme ai suoi fratelli del Castello di Sanfrè, situato nel cuneese, a pochi passi da Bra. Sobrero, ex professore di scienze naturali al liceo scientifico di Bra oggi in pensione, racconta sulle pagine di Castelli Aperti la sua vita all’interno di un edificio dalla storia millenaria, tra la passione e i legami con queste terre alle fatiche e gli oneri quotidiani. Signor Sobrero, come nasce il legame tra la sua famiglia ed il Castello di Sanfrè? Il castello venne acquistato da mio padre nel 1971, anche se in realtà c’era già una discendenza per via femminile con i precedenti proprietari. Mio padre e tutta la mia famiglia hanno sempre avuto una passione per gli edifici storici, mia nonna era proprietaria di Villa Rambaudi, un altro edificio significativo qui a Sanfrè. Lei oggi vive nel castello? Si, io vivo qui insieme alla mia famiglia e a quella di mio fratello. Ora che i figli stanno crescendo speriamo e siamo convinti che loro possano continuare a vivere qui dentro e così le loro future famiglie; ci teniamo molto, siamo molto legati a queste mura. Io personalmente ho studiato parecchio la storia del castello e ho curato anche diverse pubblicazioni. Certo, non è semplice, le spese non mancano mai. Quante volte aprite le porte al pubblico durante l’anno? Da circa otto-nove anni abbiamo deciso di...
Il Castello di Orsara Bormida: una storia millenaria tra le colline del Monferrato

Il Castello di Orsara Bormida: una storia millenaria tra le colline del Monferrato

E’ una storia millenaria quella del Castello di Orsara Bormida, situato nel Basso Piemonte, a pochi passi dalla Liguria, in cima ad una collina panoramica che permette un’ampia vista su tutto il territorio circostante. Non a caso, in origine, intorno all’anno Mille, l’antica dimora era solo utilizzata come torre d’avvistamento; il complesso fu ampliato e trasformato in castello tra il XIII ed il XV secolo, quando alla torre quadrata venne aggiunto il mastio. Solo nel XVIII secolo divenne residenza signorile e fu costruito il secondo corpo terminante nella torretta cilindrica. Diverse furono le famiglie che abitarono il castello: tra questi si ricordano i Ferrari di Rivalta Bormida, proprietari dal 1598 al 1922, prima di venderlo al marchese Cesare Staglieno. Dagli anni 50 del ‘900 il castello appartiene alla famiglia Remondini, che durante il periodo estivo apre le porte della propria dimora al pubblico, in occasione dell’iniziativa Castelli Aperti. Emanuele Remondini, titolare di un’azienda che si occupa di logistica dei trasporti, è l’attuale proprietario del Castello di Orsara Bormida. Signor Remondini, il castello venne comprato da suo padre nel 1951. Come mai questa scelta? Mio padre era ligure, da sempre sognava una casa in campagna, cercava una seconda casa nell’entroterra. Questo viene chiamato castello, ma i suoi spazi non sono enormi, in principio era solo una torre di avvistamento. Piacque molto a mio padre e decise di comprarlo, non aveva mai pensato prima ad un castello nel vero senso del termine. Attualmente il Castello di Orsara Bormida è la vostra attuale residenza? Abitiamo qui per sei mesi all’anno, poi torniamo nella nostra città, Genova. E durante l’estate apriamo le porte al...
Al Santuario d’Oropa con Castelli Aperti per imparare le strategie social

Al Santuario d’Oropa con Castelli Aperti per imparare le strategie social

Al Santuario di Oropa oggi si svolge il seminario “Lavorare, crescere, apprendere con i social network” nell’ambito delle iniziative di valorizzazione e di crescita del circuito di Castelli Aperti.  In Sala Frassati al Santuario, si sono dati appuntamento i proprietari e i gestori delle dimore storiche per approfondire e imparare a comunicare attraverso i social network. Il seminario è condotto da Socializer, società nata all’interno dell’incubatore di SellaLab. Social network sono dei potentissimi canali di comunicazione perché sono “a portata di mano” e dunque rappresentano un canale di comunicazione da cui non si può prescindere per una strategia efficace. La potenza dei social sta anche nel fatto di raggiungere target di qualsiasi età: non sono solo per i ragazzini come comunemente si pensa. Le ricerche dimostrano che la fascia di età più presente sui social network va dai 20 ai 55 anni circa, ovvero una fascia di persone che dispone di un reddito e che sono in continuo aumento le iscrizioni nella fascia degli over 45. Aprirsi un profilo su un qualsiasi social network è semplice, gestirlo con l’obiettivo di ottenere precisi risultati lo è un po’ meno. A tale scopo è stato immaginato il corso per aumentare le competenze di chi gestisce e comunica i beni culturali all’interno della rete di Castelli...
Un paese di… gesso: alla scoperta di Bistagno

Un paese di… gesso: alla scoperta di Bistagno

Bistagno è una piccola località in provincia di Alessandria, antica roccaforte volta alla difesa della vicina Acqui Terme. Uno dei tanti paesi ricchi di storia del Piemonte, che al suo interno vanta un’eccellenza: si tratta della gipsoteca “Giulio Monteverde”, museo dedicato allo sculture originario del luogo, figura di spicco nel panorama artistico italiano del 1800. Questo fine settimana, all’interno della gipsoteca, viene inaugurata la mostra “Dialogo”, con l’esposizione di opere del pittore inglese Paul Goodwin: un intreccio, un dialogo appunto, dove la potenza dei colori dipinti su tela rimarcano con forza il vigore monumentale dei gessi. Celeste Malerba, sindaco di Bistagno, racconta come è nata l’idea di questa mostra e quali altre sorprese può regalare questo comune del Monferrato. Sindaco Malerba, Bistagno ha deciso di aprire da quest’anno le proprie porte alle iniziative di Castelli Aperti. Soddisfatti di questi primi mesi? Assolutamente si, siamo solo al primo anno, ma conosco Castelli Aperti da diverso tempo. La nostra gipsoteca non poteva mancare, si incastra perfettamente tra le migliori dimore storiche e i musei del nostro Piemonte. La gipsoteca deve essere un’opportunità per tutto il nostro territorio, per le attività locali e le strutture ricettive: tra l’altro, a breve, aprirà finalmente il nuovo hotel, intitolato “Giulio Monteverde”. Quanto è importante il turismo per una realtà come Bistagno? Tantissimo, da maggio è partita un’altra iniziativa, “Incontriamoci a Bistagno”, che durerà fino ad ottobre. Oltre a Castelli Aperti, c’è il festival “Identità e territorio”, le feste della Pro Loco, una serie di iniziative che legano tutte le località vicine al fiume Bormida. Si tratta di mescolare la cultura con la passione per l’enogastronomia...