Crea sito
A spasso tra cultura e arte nelle valli alpine del cuneese

A spasso tra cultura e arte nelle valli alpine del cuneese

Oggi dedichiamo il nostro articolo a un itinerario di fine mese, con un bel giro culturale e artistico nelle valli alpine del cuneese tra musei e castelli da fare questa domenica 29 giugno. Le strutture da visitare sono tante e tutte raccolte nel giro di pochi chilometri. Iniziamo con il Filatoio di Caraglio, una delle più antiche fabbriche di produzione della seta in Europa. Al tempo della sua costruzione, anche le fabbriche riuscivano ad essere belle, con una facciata armoniosa, torri e una zona residenziale. Ora è stata restaurata ed è possibile scoprire al suo interno le tecniche di produzione della seta; per gli appassionati d’arte, il Filatoio ospita periodicamente delle mostre. È appena stata prorogata la mostra “L’Enigma Escher. Paradossi grafici tra arte e geometria”, con ben 130 opere dell’autore, uno dei più celebri grafici e illustratori di tutti tempi. Rimane visitabile fino al 31 agosto, ma non perdete tempo perché vale assolutamente la visita. Usciti dal Filatoio, dirigetevi al Castello del Roccolo di Busca per immergervi in un paesaggio completamente diverso: un fresco parco con laghetti, piante secolari e statue da cui si arriva alla costruzione voluta dal Marchese Roberto Tapparelli d’Azeglio. Si tratta del tipico castello con archi moreschi, merli ghibellini, rosoni e decorazioni floreali. Il posto ideale per stare al fresco nelle ore più calde e per scoprire il significato del nome Roccolo e il segreto del castello. Dopo pranzo è ora di rituffarsi nella cultura. Il Museo Mallé di Dronero vi aspetta dalle 14.30 per ammirare le opere del ‘500 fino al ‘900 collezionate dallo storico dell’Arte Luigi Mallé. Oltre ai quadri cinquecenteschi e fiamminghi sono raccolti orologi di bronzo e...
Museo della Ceramica: come nasce una tazzina?

Museo della Ceramica: come nasce una tazzina?

Il Museo della Ceramica di Mondovì ha tanti aspetti che lo rendono particolare, ma uno lo rende davvero unico: la sua UP, l’Unità Produttiva. Quella che era la fabbrica della ceramica ritorna, rivive e diventa parte attiva del museo: l’UP è stata attrezzata per permettere la realizzazione di tutte le fasi del ciclo produttivo, dalla foggiatura alla decorazione del “biscotto” fino alla cottura nel forno elettrico.  Qui trovano spazio sia il rilancio della produzione tradizionale della zona che la sperimentazione e  lo sviluppo dell’estro creativo di artisti e designer contemporanei. Domenica 29 giugno dalle 10.00 alle 19.00 si avrà un’occasione straordinaria per visitare il Museo: visita gratuita e UP in pieno funzionamento per mostrare dal vivo l’arte antica del “fare ceramica”. In più, con un biglietto ridotto (solo 4 €), si ha accesso anche alla collezione permanente. Una visita che consigliamo, per scoprire sia le tecniche di decorazione e le bellissime ceramiche sia le sale stesse del museo ricche di stucchi, affreschi, pavimenti in marmo e splendidi parquet. Per maggiori...
Il Castello della Settimana: Roccolo, fantasmi e nostalgia

Il Castello della Settimana: Roccolo, fantasmi e nostalgia

  Non c’è castello senza fantasma: anche quello del Roccolo ha il suo. Si chiama Melania, al secolo Melania Tapparelli d’Azeglio, sposa infelice di un uomo che la trascurava, con il quale visse un breve periodo di felicità prima di morire a soli ventisette anni. Il nome di questo maniero, che sorge a Busca in Frazione San Quintino, deriva dai “roccoli”, le reti utilizzate nella caccia agli uccelli di taglia piccola. Il suo primo proprietario, Roberto D’Azeglio, rispose alla moda del tempo facendosi costruire il suo personale castello “medievale”, in una sorta di rievocazione romantica del glorioso passato dell’aristocrazia molto in voga nell’800. All’ombra dei suoi pini venne a riposarsi Silvio Pellico, reduce dalle prigioni austriache. Il letterato non mancò di immortalare il Roccolo in uno dei suoi scritti: A breve tratto pria di Busca, un vago Castel turrito in sulla destra mira a mezzo la pendice. E quel Castello la roccia è detto da ferrigno masso che in bel laghetto specchiasi… La costruzione è caratterizzata da un armonioso insieme di decorazioni floreali, archi moreschi, merli ghibellini, rosoni, bifore e trifore; nelle sale sono presenti affreschi con vedute paesaggistiche e soffitti dominati dalla tecnica del trompe l’oeil o da decorazioni in stucco bianco. Ma il vero punto di forza è il giardino: i giochi d’acqua, le grotte, gli angoli poetici, le statue, l’edicola esagonale, i terrazzamenti a belvedere, la scalinata, l’edificio delle Serre e i laghetti selvatici sono studiati in modo da accompagnare l’ospite in una passeggiata nelle atmosfere degli scritti di Walter Scott, Gérard de Nerval, Yeats, Novalis, Pater, Schiller. Da visitare le monumentali Serre in stile classicheggiante...
Langhe-Roero e Monferrato sulla World Heritage List dell’Unesco

Langhe-Roero e Monferrato sulla World Heritage List dell’Unesco

  Iniziamo la settimana con una notizia straordinaria: il territorio delle Langhe e del Roero e il Monferrato diventano parte della World Heritage List dell’Unesco, il patrimonio artistico e ambientale dell’umanità. Il riconoscimento, basato sulla cultura del vino della zona e sul paesaggio tipico e creato da questa antica e rinomata tradizione vinicola, è un’ottima leva per accrescere l’attrattività del Piemonte come meta del turismo culturale ed enogastronomico in Italia. È il luogo ideale per chi ama la natura, la vacanza culturale dai tempi lenti e misurati, muovendosi tra dolci colline ricche di vigneti inframmezzati da piccoli paesi costruiti nei punti più alti per difendersi meglio, spesso sormontati da bellissimi castelli medievali. Primo da citare è sicuramente il Castello di Grinzane Cavour, che è stato riconosciuto come una delle componenti tematiche del sito patrimonio dell’Umanità. Com’è chiaro fin dal nome, qui abitò il Conte Camillo Benso di Cavour, che nelle sue cantine si dedicò a fruttuosi esperimenti per migliorare le tecniche di produzione dei vini rossi piemontesi. Nel castello si trovano la prima Enoteca Regionale del Piemonte e uno dei più completi musei etnografici di tradizione vitivinicola della regione. Da vedere anche le sale con arredi d’epoca e cimeli cavouriani. In più, per gli appassionati, c’è il vigneto ai piedi del castello che presenta una delle collezioni di vitigni più ampie a livello europeo. Ma tutto il territorio diventato Patrimonio dell’Umanità è ricco di castelli la cui storia è legata alla produzione del vino e ai borghi medievali che spesso proteggevano:  il Castello di Bubbio con i suoi scorci di vita nobiliare dell’800, i Castelli di Barolo, Castiglione Falletto e Serralunga d’Alba, con le sue...
Da Bra a Manta, un itinerario a misura di bambino

Da Bra a Manta, un itinerario a misura di bambino

  Siamo in estate, ma il tempo è incerto. Che fare con i bambini se è nuvoloso o piove? Per questo sabato vi vogliamo suggerire un’alternativa culturale divertente. Un itinerario facile che parte da Bra e vi porta fino alla scoperta della cittadina di Manta. A Bra c’è il Museo del Giocattolo, che dalle 10 del mattino apre le sue porte a grandi e piccini svelando giocattoli di tutti i tipi e le epoche. Libri di fiabe, bambole, soldatini di latta, piccole macchine da cucire, giocattoli fatti in casa, automobiline giocattolo con pedali e volante in legno, e più di mille altri pezzi. Alcuni di questi non solo rari, ma unici! Per gli appassionati del genere ci sono anche fumetti rari, teatrini e burattini. Il sogno di ogni bambino, anche di quelli un po’ cresciuti. Sospeso sopra una delle sale c’è anche un grande aereo di metallo costruito da un abile artigiano per il proprio figlio con i resti di un vero aereo militare italiano. Mentre le sale delle bambole ospitano esemplari francesi vestiti di tessuti pregiati e capelli veri e pezzi della Lenci in feltro e organza. Terminata la visita sarà vicina l’ora di pranzo. Dirigetevi in macchina verso la cittadina di Manta, dove potrete assaggiare i piatti tipici: Ravioli della Val Varaita, lepre al civet, vitel tonné, fritto misto, bagna cauda, mostarda di mele e cipolle ripiene. E poi le pesche ripiene, i mustaccioli di Revello, i baci di dama oppure le pere cotte al vino. Se non siete troppo affamati nel tragitto fermatevi per una sosta nel Comune di Marene, dove merita un’occhiata (purtroppo solo dall’esterno) il Castello Neogotico, dimora...