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“San Sebastiano. Bellezza e integrità nell’arte” a Miradolo

“San Sebastiano. Bellezza e integrità nell’arte” a Miradolo

Il Castello di Miradolo, splendida residenza nobiliare di gusto neogotico appartenuta ai Marchesi Massel e dimora del fondatore della FIAT  Emanuele, ospita tra le sue mura una mostra-evento unica dedicata alla figura di San Sebastiano, intitolata “San Sebastiano. Bellezza e integrità nell’arte”. Vittorio Sgarbi e Antonio D’Amico hanno selezionato per la Fondazione Cosso oltre 40 capolavori, realizzati tra il Rinascimento e il Seicento il cui tema è il Santo martire San Sebastiano. Tra i pittori che hanno rappresentato il giovane, Tiziano, il cui quadro è arrivato direttamente dall’America per la seconda volta; Rubens, in cui l’accesa armonia dei colori e le audaci forme del Seicento trovano un risvolto leggiadro, suadente e delicato; Guercino, di cui viene proposto un inedito; Ribera, Nicolas Regnier e indietro nel tempo Andrea della Robbia, Carlo Crivelli e Ludovico Carracci. La mostra offre un excursus dentro quasi tre secoli, operando affascinanti confronti sul soggetto: il medesimo artista che adotta differenti soluzioni formali, pose e ambientazioni in anni ravvicinati letti da artisti diversi, materiali differenti e modellati per capire cambiamenti e intenti devozionali e di fama della figura del santo da nord a sud. Cornice di questa grande mostra è il Castello di Miradolo, che rimane aperto alle visite per tutto il periodo dell’evento. Potrete così ammirare lo splendido risultato dei restauri effettuati dalla Fondazione Cosso: le sale storiche, le decorazioni in cotto, gli affreschi, i locali di servizio, le immense e bellissime soffitte, per non parlare della serra, con arcate neogotiche ed ampie finestre che inondano di luce l’interno. Uscendo all’esterno vi accoglierà il grande parco con i suoi maestosi e antichi alberi, il suo bosco spontaneo...
Il Castello della Settimana: Lajone, le cappellanie e il “diritto divino”

Il Castello della Settimana: Lajone, le cappellanie e il “diritto divino”

Il nostro Castello della Settimana si trova a Quattordio: è il Castello di Lajone, una residenza signorile dalla storia inusuale. Ce lo siamo fatto raccontare dalla proprietaria, Emanuela Gastaldello. Quando pensiamo ai castelli del ‘700 pensiamo subito alla vita di corte di Luigi XVI, allo sfarzo, alle crinoline e ai pettegolezzi di palazzo. Quanto di questa visione si può riferire a un castello come quello di Lajone? Che vita si conduceva a palazzo, nei suoi anni di massimo splendore? Il castello di Lajone nasce nel ‘700 ma non è una costruzione del ‘700. L’atmosfera del ‘700 si può percepire soprattutto dalle opere e dai quadri, che sono in parte di quell’epoca e in parte dell’800. Ho cercato di ricomporre quest’atmosfera con le consolle dorate, con questa ricchezza di particolari oltre alle opere che comunicano una certa leziosità. Poi essendo anche piccolo è più facile avere questa sensazione: in un piccolo spazio sono racchiusi un quadro settecentesco, i candelabri, gli affreschi alle pareti e sul soffitto aiutano molto. Anche l’aspetto esterno è molto lezioso, con le sue guglie merlettate. C’è però molto che non sappiamo: gli atti notarlili risalgono al 1624, ma non sappiamo con precisione né quando sia stato costruito né perché si chiami “Lajone”. Sappiamo che è stato ricostruito nei primi dell’800, e si vede una parte di retro in cui tutti i mattoni sono fatti a mano, e una parte davanti, ottocentesca, costruita in mattoni già forgiati e quindi più regolari. Il castello ha un’origine piuttosto curiosa: parte della sua storia è legata infatti all’usanza delle “cappellanie”, che mescola spirituale e materiale. Ci può spiegare di cosa...
Il Castello della settimana: Redabue, dimora dei Doria Lamba

Il Castello della settimana: Redabue, dimora dei Doria Lamba

Il Castello di Redabue a Masio è una splendida dimora d’epoca disponibile per eventi privati, ma che raramente apre per visite guidate di gruppi.  Noi consigliamo caldamente di informarsi sulle date disponibili, perché questo castello nasconde saloni, cantine e un parco tutti da esplorare. La chiesa adiacente, per esempio, è stata disegnata da Filippo Juvarra: si vedono ancora i piombatoi difensivi sulle facciate e le torri cilindriche merlate. All’interno, invece, il salone principale ha soffitti decorati ed impreziositi da stucchi di epoca rococò. La dimora ha avuto un passato travagliato, fu teatro di saccheggi e scontri e venne infine acquistata dalla famiglia Doria Lamba. Oggi chiediamo alla Marchesa Laura, rappresentante di questa famiglia e attuale proprietaria, di raccontarci la storia e le particolarità della sua casa. Com’è la vita in un castello in tempi moderni? Non pensate alle immagini da “favola” descritti dalla letteratura dell’epoca passata, ma piuttosto immaginate cos’è il quotidiano di una organizzazione familiare  dove la sottoscritta è coinvolta in prima persona. Faticoso ma divertente: perché comunque, in un atmosfera vacanziera, tutto lo sforzo è finalizzato al recupero del passato e a una sua continuità. Oggi le sale vengono per lo più utilizzate per eventi: c’è n’é qualcuna, magari quella del biliardo o la biblioteca, che usate anche quotidianamente? Non c’è sala che non viviamo con tutta la famiglia: ovviamente, quando apriamo al pubblico destiniamo i saloni al piano terra all’evento e noi ci riserviamo i piani alti. Il castello dispone anche di una serra e di una cantina. Vengono ancora utilizzate per il loro scopo originario? La cantina è stata dismessa quando abbiamo aperto al pubblico, mentre...