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“La mia vita tra gli yacht ed il Castello di Morsasco”: intervista ad Aldo Cichero

“La mia vita tra gli yacht ed il Castello di Morsasco”: intervista ad Aldo Cichero

Ha disegnato oltre 250 barche in tutto il mondo, è stato innovatore nel campo del design nautico, fondatore della società Bracciodiferro insieme a Cesare Cassina, Gaetano Pesce e Alessandro Mendini. Aldo Cichero è una bandiera del made in Italy, simbolo di un’epoca d’oro, a cavallo tra gli anni Settanta, dove l’Italia primeggiava per i suoi prodotti da esportazione. Ma Aldo Cichero è anche il proprietario del Castello di Morsasco, splendida ed affascinante residenza in provincia di Alessandria, dove vive da tempo, continuando a coltivare la sua passione per il design e l’arredamento. Una residenza speciale, incastonata tra le colline del Monferrato, che ha deciso di aderire alla rassegna Castelli Aperti, offrendo così la possibilità di visitare una dimora suggestiva e ricca di storia. Aldo Cichero, in cinquant’anni di barche è diventato un simbolo del design nautico: di cosa si occupa oggi? Continuo a lavorare, dedicandomi alla mia grande passione. Ho avuto la possibilità di progettare barche di ogni tipo all’interno di cantieri italiani, olandesi, americani, occupandomi di materiali, accessoristica, un po’ di tutto. Ho disegnato imbarcazioni per personaggi come Mike Bongiorno e l’avvocato Agnelli: insomma, mi sono preso qualche soddisfazione. Come è cambiato il suo lavoro nel corso degli anni? Ho cominciato a lavorare a vent’anni, all’epoca ovviamente non c’erano i computer. Al massimo avevamo le calcolatrici, poi dovevamo inventarci tutto, bisognava pensare molto, avere fantasia. Oggi è semplicemente diverso, non saprei dire se meglio o peggio. Che ricordo ha dell’esperienza Bracciodiferro? Ottima, senza dubbio, viste anche le amicizie che sono nate in seguito. Ho avuto la fortuna di lavorare con persone che hanno sempre voluto seguire le proprie idee, le...
A pranzo con il Marchese di Tagliolo Monferrato

A pranzo con il Marchese di Tagliolo Monferrato

Visitare un castello con una storia secolare, conoscere i suoi aneddoti e degustare dell’ottimo vino in compagnia di un Marchese. E’ questa l’opportunità proposta dal Castello di Tagliolo Monferrato, in provincia di Alessandria, dove ogni martedì, da maggio fino ad ottobre, è possibile cenare in compagnia del proprietario Luca Pinelli: un’occasione unica per ascoltare storie e curiosità sui Marchesi di Tagliolo e cenare nelle sale esclusive della residenza piemontese, che nei secoli ha ospitato anche le famiglie Spinola e Doria, passando dalla Repubblica di Genova al Ducato di Milano, all’Impero e alla Spagna. Il programma, dalle 18 alle 22.30 circa, comprende una breve visita della dimora, un aperitivo in giardino e la cena, accompagnata da vini delle cantine del Castello di Tagliolo. Per prenotare è necessario avvisare almeno dieci giorni prima della data desiderata, telefonando allo 0143 89195 o scrivendo una mail a castelloditagliolo@libero.it Il Castello è  visitabile solo su prenotazione. Le cantine sono aperte tutti i giorni con il seguente orario: 8:30-12:30 e 14:00 – 18:30 Cenni storici Il Castello si erge maestoso ad un passo da Ovada, nell’Alto Monferrato, al centro del triangolo costituito dalle città di Milano, Torino e Genova, vicinissimo al mar ligure. Feudo imperiale nell’anno 967, appartenne alle più famose famiglie genovesi, dagli Spinola ai Doria: nel 1498 Tagliolo venne definitivamente in possesso della famiglia Gentile. Nel 1750, a seguito del matrimonio di Teresa Gentile con Costantino Pinelli, il feudo passò alla famiglia Pinelli Gentile, che è tuttora proprietaria del castello e vi risiede. La struttura più antica del Castello è la torre, alta 38 metri, di forma quadrata e risalente al X secolo. La...
Un parco romantico da scoprire: Villa Il Torrione a Pinerolo

Un parco romantico da scoprire: Villa Il Torrione a Pinerolo

Dal 1° maggio al 30 ottobre 2015 apre alle visite uno dei parchi storici di maggior interesse del Piemonte e probabilmente un raro esempio di giardino romantico splendidamente conservatosi in Italia. La villa prende origine da un fortilizio, di cui restano le basi scarpate del torrione medievale nei sotterranei; nel Seicento fu trasformata in villa di campagna con ampi giardini. All’inizio dell’Ottocento venne ampliata con interventi che videro operosi anche gli architetti Ignazio Michela e Alessandro Antonelli e che gli diedero la struttura attuale di alto livello artistico nella sua forma neoclassica. Il grandioso parco all’interno esprime invece l’istanza romantica con gli interventi progettuali di Xavier Kurten, l’architetto paesaggista della corte sabauda che aveva dato forma ai parchi di Pollenzo e Racconigi nei primi decenni dell’800. Il parco è stato delineato secondo i criteri del parco romantico all’inglese, con l’impianto di essenze arboree perimetrali intorno ad un’amplissima radura centrale a prato. Il progetto, intatto ed originale, firmato dal Kurten è custodito presso la villa.  Dal 1856 il Torrione è dei marchesi  Doria Lamba. Il percorso di visita nel parco è segnato da eleganti strade sterrate ed inizia con il lungo viale di Carpini, per finire nell’immenso prato centrale sul fronte della villa. La grandissima radura, chiusa da chilometri di muro, si estende a sud, fino ad un lago ampio e misterioso. Il parco presenta ancora un raro Ha Ha che consente alla vista di perdersi lontana. Una ghiacciaia ed una collinetta artificiale sono gli elementi affascinanti tipici dell’epoca. Scorci, vedute, grandi spazi, alti alberi: Farnie, Carpini, Tigli ed esemplari di Liriodendro, Gingko, Pini, Abeti, Cedri, Cipressi calvi, Criptomerie, Libocedri, Magnolie...