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Villa Era, un’oasi bio nell’Alto Piemonte

Villa Era, un’oasi bio nell’Alto Piemonte

Dall’industria tessile ai vigneti, da provincia operaia a nuova risorsa piemontese. Villa Era, dimora storica nata alla fine dell’800, ricavata da un antico complesso rurale, è un gioiello architettonico del Biellese, collocata sulla collina di Vigliano. Realizzata seguendo il progetto dell’architetto Petitti di Torino, sorge adiacente alla settecentesca struttura originaria, con la cantina, la torretta, i locali di lavorazione delle uve. Ed è proprio la vigna una delle più interessanti attrattive della residenza: antico di secoli, il vigneto di Villa Era è stato restaurato nel 2006/2007, dopo anni di abbandono, con la sostituzione delle fallanze, con l’impianto di 1500 barbatelle e con la definitiva messa a punto del metodo di coltivazione naturale, libero da pesticidi. Silvia Rivetti, proprietaria di Villa Era, in occasione di Castelli Aperti, ci guida attraverso le stanze ed il parco della sua dimora. Dalla sua nascita ad oggi, Villa Era ha vissuto tantissime epoche storiche. Come è cambiata la residenza? Ha subito modifiche? In realtà no, Villa Era è un edificio storico e con delle fondamenta ben solide. Non ha subito danni durante le guerre e si è mantenuta, ancora oggi, in ottimo stato. Il territorio invece è parecchio cambiato; adesso si sta aprendo al turismo, ma è una zona difficile, non è di passaggio, bisogna venire apposta dalle nostre parti. Per anni il Biellese è stato sinonimo solo di industria tessile, ma quest’area ha delle ottime potenzialità, dei posti bellissimi. Come il vostro parco, ricco di piante di ogni genere. Il parco è ovviamente un nostro vanto, è nato insieme alla Villa: ha una doppia anima, da un lato formale, tipico dell’800, con conifere, rododendri, camelie,...
Villa Schella, viaggio nel parco che stregò Julia Roberts

Villa Schella, viaggio nel parco che stregò Julia Roberts

A pochi passi da Ovada, in provincia di Alessandria, si è conservato un piccolo angolo di paradiso, immutato nel tempo, lontano dalla rumorosa quotidianità di oggi. Si tratta di Villa Schella, dimora storica risalente all’800, dove i suoi proprietari, appassionati di botanica e e sempre alla ricerca di specie esotiche, dedicarono molte cure e attenzioni al parco, che costituiva il naturale collegamento tra l’architettura della villa e il paesaggio circostante. Un patrimonio che questo fine settimana (6-7 giugno) prende vita grazie a Fiorissima, prima edizione della mostra-mercato florovivaistica dell’Alto Monferrato. Per l’occasione, Castelli Aperti ha incontrato Mariella Tarò, proprietaria di Villa Schella. Come è nata l’idea di Fiorissima? Era il Natale scorso, quando Giovanna Zerbo, architetto di Alessandria, mi ha proposto l’iniziativa, puntando sugli spazi della Villa; ovviamente ha sfondato una porta aperta, incontrando la mia grande passione per le piante, così abbiamo cominciato a mettere in pratica l’idea. Come si svolge il fine settimana? Come sta andando? Abbiamo molte visite e siamo contenti, anche il tempo ci aiuta. Ci sono diverse iniziative, dalla visita guidata con il professor Mario Palenzona alla presentazione di due libri, fino alla degustazione dello sciroppo di rose, a cura dell’ Azienda Agrituristica Artemisia, presidio Slow Food. Inoltre ci sono anche eventi collaterali nei dintorni, come le lezioni di acquerello al Castello di Rocca Grimalda. Come è diventata proprietaria di Villa Schella? Ha sempre abitato qui? Ho ereditato la villa, che ha sempre avuto eredi femminili. Per questo motivo ha cambiato spesso nome, ma io ho voluto mantenere il nome originario e così faranno anche le mie figlie: è una tradizione tutta al femminile. Sono nata qui,...