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I Castelli del Piemonte, un patrimonio senza eguali al mondo

I Castelli del Piemonte, un patrimonio senza eguali al mondo

Circa un anno fa, il territorio di Langhe, Roero e Monferrato veniva dichiarato Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO. Tra i promotori che hanno reso possibile questo riconoscimento c’è anche Gianfranco Comaschi, presidente dell’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato, da sempre attivo nella difesa, manutenzione e promozione dei castelli piemontesi. In occasione dell’iniziativa “Paesaggi e Castelli per Expo2015”, che prevede l’apertura eccezionale di diversi castelli del Monferrato dal 25 settembre al 18 ottobre, racconta il suo impegno e la sua passione per queste antiche dimore. Comaschi, quanto è importante l’iniziativa “Paesaggi e Castelli per Expo2015”? E’ sicuramente un appuntamento di richiamo internazionale, speriamo possa essere molto utile per far conoscere i nostri castelli. Io non mi occupo personalmente di questa iniziativa, ma da anni mi batto per la loro valorizzazione, ho insistito molto con l’assessore Parigi affinchè ci fosse un evento correlato con Expo2015. Già anni fa, con la Provincia di Alessandria, organizzammo un evento sul tema Paesaggi e Castelli: dobbiamo sempre ricordarci che abbiamo un patrimonio incredibile, nessuno al mondo può vantare tanti castelli come il Piemonte. Quali sono state le reazioni dei proprietari dei castelli in questi anni? Non è stato un procedimento facile far aprire i castelli al pubblico. Molto spesso si tratta di dimore personali, abitazioni, non tutti erano disponibili. Oggi le cose vanno decisamente meglio, c’è più apertura, anche se non è mai facile mettere d’accordo tutti. Quali sono le maggiori difficoltà? Spesso gli orari, come accade quando si lavora con tante persone. E poi non bisogna dimenticare che mantenere questi edifici costa molti soldi: spesso si presta poca attenzione...
Castello di Sanfrè, tra storia e tradizioni familiari

Castello di Sanfrè, tra storia e tradizioni familiari

Vivere in un castello è da sempre un’esperienza fuori dal comune. Ancora oggi infatti significa dare continuità alle proprie tradizioni familiari, immergersi in un mondo che non c’è più, ma anche prendersi cura di una dimora che ha sempre bisogno di manutenzione. Lo sa bene Ferdinando Sobrero, co-proprietario insieme ai suoi fratelli del Castello di Sanfrè, situato nel cuneese, a pochi passi da Bra. Sobrero, ex professore di scienze naturali al liceo scientifico di Bra oggi in pensione, racconta sulle pagine di Castelli Aperti la sua vita all’interno di un edificio dalla storia millenaria, tra la passione e i legami con queste terre alle fatiche e gli oneri quotidiani. Signor Sobrero, come nasce il legame tra la sua famiglia ed il Castello di Sanfrè? Il castello venne acquistato da mio padre nel 1971, anche se in realtà c’era già una discendenza per via femminile con i precedenti proprietari. Mio padre e tutta la mia famiglia hanno sempre avuto una passione per gli edifici storici, mia nonna era proprietaria di Villa Rambaudi, un altro edificio significativo qui a Sanfrè. Lei oggi vive nel castello? Si, io vivo qui insieme alla mia famiglia e a quella di mio fratello. Ora che i figli stanno crescendo speriamo e siamo convinti che loro possano continuare a vivere qui dentro e così le loro future famiglie; ci teniamo molto, siamo molto legati a queste mura. Io personalmente ho studiato parecchio la storia del castello e ho curato anche diverse pubblicazioni. Certo, non è semplice, le spese non mancano mai. Quante volte aprite le porte al pubblico durante l’anno? Da circa otto-nove anni abbiamo deciso di...
Il Castello di Orsara Bormida: una storia millenaria tra le colline del Monferrato

Il Castello di Orsara Bormida: una storia millenaria tra le colline del Monferrato

E’ una storia millenaria quella del Castello di Orsara Bormida, situato nel Basso Piemonte, a pochi passi dalla Liguria, in cima ad una collina panoramica che permette un’ampia vista su tutto il territorio circostante. Non a caso, in origine, intorno all’anno Mille, l’antica dimora era solo utilizzata come torre d’avvistamento; il complesso fu ampliato e trasformato in castello tra il XIII ed il XV secolo, quando alla torre quadrata venne aggiunto il mastio. Solo nel XVIII secolo divenne residenza signorile e fu costruito il secondo corpo terminante nella torretta cilindrica. Diverse furono le famiglie che abitarono il castello: tra questi si ricordano i Ferrari di Rivalta Bormida, proprietari dal 1598 al 1922, prima di venderlo al marchese Cesare Staglieno. Dagli anni 50 del ‘900 il castello appartiene alla famiglia Remondini, che durante il periodo estivo apre le porte della propria dimora al pubblico, in occasione dell’iniziativa Castelli Aperti. Emanuele Remondini, titolare di un’azienda che si occupa di logistica dei trasporti, è l’attuale proprietario del Castello di Orsara Bormida. Signor Remondini, il castello venne comprato da suo padre nel 1951. Come mai questa scelta? Mio padre era ligure, da sempre sognava una casa in campagna, cercava una seconda casa nell’entroterra. Questo viene chiamato castello, ma i suoi spazi non sono enormi, in principio era solo una torre di avvistamento. Piacque molto a mio padre e decise di comprarlo, non aveva mai pensato prima ad un castello nel vero senso del termine. Attualmente il Castello di Orsara Bormida è la vostra attuale residenza? Abitiamo qui per sei mesi all’anno, poi torniamo nella nostra città, Genova. E durante l’estate apriamo le porte al...
Al Santuario d’Oropa con Castelli Aperti per imparare le strategie social

Al Santuario d’Oropa con Castelli Aperti per imparare le strategie social

Al Santuario di Oropa oggi si svolge il seminario “Lavorare, crescere, apprendere con i social network” nell’ambito delle iniziative di valorizzazione e di crescita del circuito di Castelli Aperti.  In Sala Frassati al Santuario, si sono dati appuntamento i proprietari e i gestori delle dimore storiche per approfondire e imparare a comunicare attraverso i social network. Il seminario è condotto da Socializer, società nata all’interno dell’incubatore di SellaLab. Social network sono dei potentissimi canali di comunicazione perché sono “a portata di mano” e dunque rappresentano un canale di comunicazione da cui non si può prescindere per una strategia efficace. La potenza dei social sta anche nel fatto di raggiungere target di qualsiasi età: non sono solo per i ragazzini come comunemente si pensa. Le ricerche dimostrano che la fascia di età più presente sui social network va dai 20 ai 55 anni circa, ovvero una fascia di persone che dispone di un reddito e che sono in continuo aumento le iscrizioni nella fascia degli over 45. Aprirsi un profilo su un qualsiasi social network è semplice, gestirlo con l’obiettivo di ottenere precisi risultati lo è un po’ meno. A tale scopo è stato immaginato il corso per aumentare le competenze di chi gestisce e comunica i beni culturali all’interno della rete di Castelli...