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Castello di Sanfrè, tra storia e tradizioni familiari

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Vivere in un castello è da sempre un’esperienza fuori dal comune. Ancora oggi infatti significa dare continuità alle proprie tradizioni familiari, immergersi in un mondo che non c’è più, ma anche prendersi cura di una dimora che ha sempre bisogno di manutenzione. Lo sa bene Ferdinando Sobrero, co-proprietario insieme ai suoi fratelli del Castello di Sanfrè, situato nel cuneese, a pochi passi da Bra. Sobrero, ex professore di scienze naturali al liceo scientifico di Bra oggi in pensione, racconta sulle pagine di Castelli Aperti la sua vita all’interno di un edificio dalla storia millenaria, tra la passione e i legami con queste terre alle fatiche e gli oneri quotidiani.

Signor Sobrero, come nasce il legame tra la sua famiglia ed il Castello di Sanfrè?

Il castello venne acquistato da mio padre nel 1971, anche se in realtà c’era già una discendenza per via femminile con i precedenti proprietari. Mio padre e tutta la mia famiglia hanno sempre avuto una passione per gli edifici storici, mia nonna era proprietaria di Villa Rambaudi, un altro edificio significativo qui a Sanfrè.

Lei oggi vive nel castello?

Si, io vivo qui insieme alla mia famiglia e a quella di mio fratello. Ora che i figli stanno crescendo speriamo e siamo convinti che loro possano continuare a vivere qui dentro e così le loro future famiglie; ci teniamo molto, siamo molto legati a queste mura. Io personalmente ho studiato parecchio la storia del castello e ho curato anche diverse pubblicazioni. Certo, non è semplice, le spese non mancano mai.

Quante volte aprite le porte al pubblico durante l’anno?

Da circa otto-nove anni abbiamo deciso di far visitare il castello ed il parco. Da maggio ad ottobre apriamo una volta al mese, la domenica pomeriggio dalle 17 alle 19, ci sembra l’orario migliore, quello che può coinvolgere anche più persone per via degli orari.

Come è strutturata la visita?

In genere ce ne occupiamo noi della famiglia, altre volte chiediamo a qualche studente ben preparato di darci una mano. Si visitano sia gli spazi esterni sia gli interni, entrambi molto grandi, come la biblioteca, anche se non è quella originale dell’epoca. E’ un posto meraviglioso, oggettivamente bello, si gode di un ottimo panorama senza essere troppo lontani dal Comune di Sanfrè, che è a due passi. Inoltre abbiamo un piccolo bed&breakfast, per chi abbia voglia di fermarsi a dormire.

Dopo tanti anni cosa pensa della rassegna Castelli Aperti?

Siamo soddisfatti di questa iniziativa, è utile per noi, ma lo è soprattutto per il territorio: questo parte della provincia di Cuneo, quella più vicina alle montagne e più lontana da Milano soffre un po’ di isolamento, rispetto ad altre zone del Piemonte. Per questo motivo, progetti come Castelli Aperti sono fondamentali per riscoprire il nostro patrimonio.