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Il Castello di Orsara Bormida: una storia millenaria tra le colline del Monferrato

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E’ una storia millenaria quella del Castello di Orsara Bormida, situato nel Basso Piemonte, a pochi passi dalla Liguria, in cima ad una collina panoramica che permette un’ampia vista su tutto il territorio circostante. Non a caso, in origine, intorno all’anno Mille, l’antica dimora era solo utilizzata come torre d’avvistamento; il complesso fu ampliato e trasformato in castello tra il XIII ed il XV secolo, quando alla torre quadrata venne aggiunto il mastio. Solo nel XVIII secolo divenne residenza signorile e fu costruito il secondo corpo terminante nella torretta cilindrica. Diverse furono le famiglie che abitarono il castello: tra questi si ricordano i Ferrari di Rivalta Bormida, proprietari dal 1598 al 1922, prima di venderlo al marchese Cesare Staglieno. Dagli anni 50 del ‘900 il castello appartiene alla famiglia Remondini, che durante il periodo estivo apre le porte della propria dimora al pubblico, in occasione dell’iniziativa Castelli Aperti. Emanuele Remondini, titolare di un’azienda che si occupa di logistica dei trasporti, è l’attuale proprietario del Castello di Orsara Bormida.

Signor Remondini, il castello venne comprato da suo padre nel 1951. Come mai questa scelta?

Mio padre era ligure, da sempre sognava una casa in campagna, cercava una seconda casa nell’entroterra. Questo viene chiamato castello, ma i suoi spazi non sono enormi, in principio era solo una torre di avvistamento. Piacque molto a mio padre e decise di comprarlo, non aveva mai pensato prima ad un castello nel vero senso del termine.

Attualmente il Castello di Orsara Bormida è la vostra attuale residenza?

Abitiamo qui per sei mesi all’anno, poi torniamo nella nostra città, Genova. E durante l’estate apriamo le porte al pubblico una volta al mese, fino ad ottobre.

Come si svolge la visita al Castello?

Una guida professionista si occupa di organizzare un tour. Oggi abbiamo superato anche la paura di far visitare gli interni, quindi si attraversano le stanze, dalla sala principale alle camere da letto, poi si visita l’esterno, il nostro parco. E si può degustare il nostro vino: Dolcetto doc, Barbera del Monferrato, Chardonnay. Inoltre, da un anno a questa parte, le due costruzioni nel cortile sono state trasformate in un Bed and Breakfast, “La Corte del Castello”.

E’ difficile mantenere un edificio tanto antico?

E’ come curare una vecchia signora, c’è sempre del lavoro da fare. Anche l’arredamento è originale, i mobili sono stati comprati dai diversi proprietari nel corso dei secoli. Serve una continua attenzione, ma la mia famiglia ed io abbiamo un rapporto molto stretto con il Castello, vogliamo continuare a prenderci cura di questa meravigliosa dimora.

Cosa pensa della rassegna Castelli Aperti?

E’ sicuramente un’ottima iniziativa, noi inoltre siamo molto amici con i proprietari dei castelli di queste zone e non solo: qua nell’Alto Monferrato siamo una decina i privati che apriamo al pubblico e rappresentiamo una risorsa importante per il territorio.