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Un parco romantico da scoprire: Villa Il Torrione a Pinerolo

Un parco romantico da scoprire: Villa Il Torrione a Pinerolo

Dal 1° maggio al 30 ottobre 2015 apre alle visite uno dei parchi storici di maggior interesse del Piemonte e probabilmente un raro esempio di giardino romantico splendidamente conservatosi in Italia. La villa prende origine da un fortilizio, di cui restano le basi scarpate del torrione medievale nei sotterranei; nel Seicento fu trasformata in villa di campagna con ampi giardini. All’inizio dell’Ottocento venne ampliata con interventi che videro operosi anche gli architetti Ignazio Michela e Alessandro Antonelli e che gli diedero la struttura attuale di alto livello artistico nella sua forma neoclassica. Il grandioso parco all’interno esprime invece l’istanza romantica con gli interventi progettuali di Xavier Kurten, l’architetto paesaggista della corte sabauda che aveva dato forma ai parchi di Pollenzo e Racconigi nei primi decenni dell’800. Il parco è stato delineato secondo i criteri del parco romantico all’inglese, con l’impianto di essenze arboree perimetrali intorno ad un’amplissima radura centrale a prato. Il progetto, intatto ed originale, firmato dal Kurten è custodito presso la villa.  Dal 1856 il Torrione è dei marchesi  Doria Lamba. Il percorso di visita nel parco è segnato da eleganti strade sterrate ed inizia con il lungo viale di Carpini, per finire nell’immenso prato centrale sul fronte della villa. La grandissima radura, chiusa da chilometri di muro, si estende a sud, fino ad un lago ampio e misterioso. Il parco presenta ancora un raro Ha Ha che consente alla vista di perdersi lontana. Una ghiacciaia ed una collinetta artificiale sono gli elementi affascinanti tipici dell’epoca. Scorci, vedute, grandi spazi, alti alberi: Farnie, Carpini, Tigli ed esemplari di Liriodendro, Gingko, Pini, Abeti, Cedri, Cipressi calvi, Criptomerie, Libocedri, Magnolie...
Giornate FAI di primavera 2015 a Biella

Giornate FAI di primavera 2015 a Biella

Le giornate di primavera del FAI sono all’insegna degli orti e dell’agricoltura e, nel biellese, tre storici edifici a vocazione agricola saranno aperti: Villa Era e il Castello di Moncavallo a Vigliano Biellese e la Villa Rosazza a Cerreto Castello. Tutte e tre sono state interessate da coltivazioni di viti e frutteti, un passato che oggi si sta cercando di recuperare. Il castello di Moncavallo e Villa Era producono vini da intenditore già da alcuni anni, recuperando, come nel caso di Villa Era, anche antichi vitigni. Si tratta di due aziende condotte con passione da due donne, Maria Chiara Reda e Silvia Rivetti, due amiche che amano le loro case e la terra. Villa Era è stata costruita per la famiglia Magnani, imprenditori edili della Bürsch. Il giardino è caratterizzato dalla presenza del vigneto di antichi e nuovi vitigni e di un monumentale leccio. La villa ha una serra con sistemazione in pietra artificiale a imitazione di una grotta, opera del grottista Tomasi Bianchi di Varese (1888). Giuseppe Roda successivamente deve aver operato in questo giardino.  Durante l’apertura, un video illustrerà la storia di Villa Era e il suo legame storico con il campo dell’alimentazione e della salute. Sabato alle 15, Guido Piacenza, botanico, presidente del Parco Burcina, Vice Presidente dell’International Dendrology Society e Filippo Pizzoni, architetto paesaggista, storico dei giardini parlano dell’importanza del giardino per vivere in armonia. Il castello di Montecavallo, fatto costruire in stile neogotico, su precedenti rovine castellate, da Filiberto Avogadro di Collobiano, è caratterizzato da quattro torri merlate angolari e da una galleria che lo collega a una cappella isolata. Bello il parco, più...
Il Castello della settimana: Redabue, dimora dei Doria Lamba

Il Castello della settimana: Redabue, dimora dei Doria Lamba

Il Castello di Redabue a Masio è una splendida dimora d’epoca disponibile per eventi privati, ma che raramente apre per visite guidate di gruppi.  Noi consigliamo caldamente di informarsi sulle date disponibili, perché questo castello nasconde saloni, cantine e un parco tutti da esplorare. La chiesa adiacente, per esempio, è stata disegnata da Filippo Juvarra: si vedono ancora i piombatoi difensivi sulle facciate e le torri cilindriche merlate. All’interno, invece, il salone principale ha soffitti decorati ed impreziositi da stucchi di epoca rococò. La dimora ha avuto un passato travagliato, fu teatro di saccheggi e scontri e venne infine acquistata dalla famiglia Doria Lamba. Oggi chiediamo alla Marchesa Laura, rappresentante di questa famiglia e attuale proprietaria, di raccontarci la storia e le particolarità della sua casa. Com’è la vita in un castello in tempi moderni? Non pensate alle immagini da “favola” descritti dalla letteratura dell’epoca passata, ma piuttosto immaginate cos’è il quotidiano di una organizzazione familiare  dove la sottoscritta è coinvolta in prima persona. Faticoso ma divertente: perché comunque, in un atmosfera vacanziera, tutto lo sforzo è finalizzato al recupero del passato e a una sua continuità. Oggi le sale vengono per lo più utilizzate per eventi: c’è n’é qualcuna, magari quella del biliardo o la biblioteca, che usate anche quotidianamente? Non c’è sala che non viviamo con tutta la famiglia: ovviamente, quando apriamo al pubblico destiniamo i saloni al piano terra all’evento e noi ci riserviamo i piani alti. Il castello dispone anche di una serra e di una cantina. Vengono ancora utilizzate per il loro scopo originario? La cantina è stata dismessa quando abbiamo aperto al pubblico, mentre...
Il Castello della Settimana: Castello degli Acaja di Fossano

Il Castello della Settimana: Castello degli Acaja di Fossano

Questa settimana vi raccontiamo di una dimora molto affascinante che ha riaperto al pubblico da pochissimo: il Castello degli Acaja di Fossano, in provincia di Cuneo. Per svelarvi i tesori nascosti di questo maniero abbiamo scelto un narratore d’eccezione: il Sindaco di Fossano, “custode” di questa  fortezza ricca di storia che nella sua lunga e tormentata esistenza è passato dall’essere residenza  di reali a carcere per i valdesi perseguitati. Grazie ai lavori di recupero, ora il Castello è tornato all’antico splendore ed è sede della Biblioteca Civica e dell’Archivio di Stato. Il Castello prende il nome dalla famiglia di Filippo d’Acaja anche se, come spesso accade in Piemonte, gli Acaja non furono i soli proprietari. Ci racconta qualcosa di più su questa famiglia e sulla funzione che aveva il castello sotto il loro dominio? Il castello prende il nome dei principi d’Acaja perché furono i committenti della sua costruzione nel 1324, dopo che dieci anni addietro la loro signoria s’impose sul libero Comune. Nasce come fortezza per l’esigenza di presidiare e difendere l’ultimo avamposto del loro dominio, che si estendeva dal pinerolese fino al fossanese. Filippo di Savoia, figlio di Tommaso III, acquisisce il titolo nel 1301 grazie al matrimonio con Isabella di Villehardouin, principessa di Acaja e Morea. È lui a occupare Fossano e a siglare l’atto di sottomissione con le famiglie nobiliari locali nel 1314, momento cruciale anche per la decisione di erigere un castello sul territorio. Nascosta come un gioiello all’interno di questo austero castello è la Sala delle Grottesche: chi fu a commissionarla a Francesco Caracca, e quale fu nel tempo la sua funzione? Viene usata ancora oggi? Come...
Il Castello della Settimana: Castello Sannazzaro

Il Castello della Settimana: Castello Sannazzaro

  Il Castello Sannazzaro a Giarole è una dimora storica da sempre abitata dai proprietari, eredi di coloro che circa nove secoli anni fa ne furono i costruttori. Questa caratteristica estremamente rara in Italia è uno dei motivi dello splendore del castello e uno dei suoi elementi di fascino. Altra caratteristica interessante per gli amanti dei castelli è che la dimora oltre ad essere aperta per le visite guidate è anche un bed & breakfast che accoglie gli ospiti all’interno della struttura in camere con letti a baldacchino e arredate con mobili e oggetti d’epoca. Il castello fu costruito tra la fine del 1200 e inizio 1300 su concessione data a quattro cavalieri di Sannazzaro dall’Imperatore Federico Barbarossa.  Come molte residenze e castelli ha subito modifiche nel corso del tempo che lo hanno trasformato da fortezza a residenza di campagna: il conte Giacinto Sannazzaro Natta, in particolare, fece rinnovare in stile neogotico (allora molto in voga) il salone d’ingresso, lo scalone principale, la sala da ballo e le principali camere da letto. Una volta trasformato in fastosa residenza nobiliare il castello ospitò molti personaggi illustri e anche teste coronate: il re Vittorio Emanuele II con l’Imperatore Napoleone III,  il re Carlo Emanuele III di Sardegna, i principi Paleologo, i Gonzaga e il duca Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta. La visita guidata permette di ammirare gli affreschi, la stanza della musica, in cui spiccano cimeli e oggetti di famiglia e le camere da letto, tra cui la camera del baldacchino bianco. Dopo le camere c’è una piccola e meravigliosa sorpresa: il guardaroba, che ospita anche una curiosa collezione di ferri da stiro. Come tutti...