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Il Castello della Settimana: Lajone, le cappellanie e il “diritto divino”

Il Castello della Settimana: Lajone, le cappellanie e il “diritto divino”

Il nostro Castello della Settimana si trova a Quattordio: è il Castello di Lajone, una residenza signorile dalla storia inusuale. Ce lo siamo fatto raccontare dalla proprietaria, Emanuela Gastaldello. Quando pensiamo ai castelli del ‘700 pensiamo subito alla vita di corte di Luigi XVI, allo sfarzo, alle crinoline e ai pettegolezzi di palazzo. Quanto di questa visione si può riferire a un castello come quello di Lajone? Che vita si conduceva a palazzo, nei suoi anni di massimo splendore? Il castello di Lajone nasce nel ‘700 ma non è una costruzione del ‘700. L’atmosfera del ‘700 si può percepire soprattutto dalle opere e dai quadri, che sono in parte di quell’epoca e in parte dell’800. Ho cercato di ricomporre quest’atmosfera con le consolle dorate, con questa ricchezza di particolari oltre alle opere che comunicano una certa leziosità. Poi essendo anche piccolo è più facile avere questa sensazione: in un piccolo spazio sono racchiusi un quadro settecentesco, i candelabri, gli affreschi alle pareti e sul soffitto aiutano molto. Anche l’aspetto esterno è molto lezioso, con le sue guglie merlettate. C’è però molto che non sappiamo: gli atti notarlili risalgono al 1624, ma non sappiamo con precisione né quando sia stato costruito né perché si chiami “Lajone”. Sappiamo che è stato ricostruito nei primi dell’800, e si vede una parte di retro in cui tutti i mattoni sono fatti a mano, e una parte davanti, ottocentesca, costruita in mattoni già forgiati e quindi più regolari. Il castello ha un’origine piuttosto curiosa: parte della sua storia è legata infatti all’usanza delle “cappellanie”, che mescola spirituale e materiale. Ci può spiegare di cosa...
Castelli Aperti 2014: tutte le aperture del 14 settembre

Castelli Aperti 2014: tutte le aperture del 14 settembre

Ultimi scampoli di sole: perché non approfittarne per una gita alla scoperta dei bellissimi castelli del Piemonte? Di seguito ecco la lista delle aperture. Per ulteriori informazioni sui castelli e le dimore storiche, visitate come sempre il sito ufficiale di Castelli Aperti; per essere sempre aggiornati su eventi e manifestazioni, mettete un “Mi piace” alla nostra pagina Facebook oppure seguite il nostro profilo Twitter. Provincia di Alessandria CASTELLO DI CREMOLINO E CASTELLO DI MORSASCO: apertura straordinaria il 14 settembre CASTELLO DI PIOVERA unico turno di ingresso ore 15.30 CASTELLO DI POZZOLO FORMIGARO ore 15.00-18.30 CASTELLO DI UVIGLIE A ROSIGNANO MONFERRATO ore 10.30 (visita guidata previo appuntamento) CASTELLO DI TRISOBBIO ore 10.00–13.00 e 15.00–19.00 (visita libera) MUSEO CIVICO E ARCHEOLOGICO AD ACQUI TERME ore 10.00-13.00 e 16.00-20.00 (visita libera) MUSEO LA TORRE E IL FIUME A MASIO ore 15.00-18.30 (visita libera) VILLA LA SCRIVANA A VALMADONNA 15.00-17.30 (visita libera del parco e cappella) PALAZZO TORNIELLI A MOLARE ore 15.30 – 18.30 Le altre aperture PALAZZO MAZZETTI (Asti) – CASTELLO DEGLI ACAJA DI FOSSANO (dalle ore 15.00 alle ore 18.00 Partenze dei gruppi con i seguenti orari: 15.00-15.45-16.30-17.15–18.00) CASTELLO DI GOVONE ore 10.00–12.00 e 15.00 – 18.00 CASTELLO DI MONESIGLIO ore 15.00–18.00 CASTELLO DI PRUNETTO ore 14.30–18.00 CASTELLO DI MONTICELLO ore 10.00–12.00; 14.30–18.30 CASTELLO DEL ROCCOLO DI BUSCA ore 10.00–19.00 CASTELLO REALE DI RACCONIGI: ore 9.00-19.30 CASTELLO DI SALICETO visite guidate ore 15.00 e 16.30 CASTELLO DI SERRALUNGA: ore 11.0-13.00; 14.00-18.00 – Ultima visita ore 17.15. CASTELLO DELLA MANTA ore 10.00–18.00 CASTELLI TAPPARELLI D’AZEGLIO A LAGNASCO ore 9.30–12.30; 14.30–18.30 CASTELLO DI ROCCA DE’ BALDI – MUSEO ETNOGRAFICO PROVINCIALE ore 14.30–18.30 GIARDINI DI VILLA BRICHERASIO...
Il Castello della Settimana: Monastero Bormida

Il Castello della Settimana: Monastero Bormida

Il nome piemontese del paese è Monasté an Bormia (non lo diciamo noi, lo dice Wikipedia in piemontese!) e si capisce subito che il castello di Monastero Bormida è il centro nevralgico e motivo dell’esistenza di un intero centro abitato. Capita spesso, in Italia, ma forse non così spesso che un maniero sia stato ricavato dalla residenza di una comunità religiosa: furono i Marchesi del Carretto, fra il 1394 e il 1405, ad aggiungere una struttura difensiva, trasformandolo in una fortezza. Il monastero da cui ha origine il castello era composto dalla torre campanaria, dalla chiesa (della quale rimane traccia in colonne dai capitelli romanici poi trasformate in fontane) e da un corpo di fabbrica corrispondente più o meno all’attuale perimetro interno del cortile, sul quale si aprono piccole finestre a tutto sesto, che forse un tempo illuminavano le celle dei monaci. Per accedere al castello bisogna attraversare la caratteristica alzata a ponte e la porta d’ingresso che si apre nella cinta muraria. L’interno reca testimonianza delle trasformazioni subite nel corso dei secoli: l’austerità della facciata seicentesca cela piani nobili con stanze affrescate, volte a crociera e pavimenti a mosaico. In zona, come del resto in tutto il Piemonte, è possibile gustare alcuni prodotti tipici: la polenta ottenuta dal “meria d’eut file” (il granturco con file di otto chicchi) e “el muliné ed Vesme” (il mugnaio di Vesime). Poi c’è la “puccia”, piatto unico tipico di langa e riscoperto dalla pro-loco di Monastero, una soffice polentina cotta in brodo di verdure (cavoli e fagioli) e insaporita da un soffritto di lardo e cipolla, che una volta cotta si condisce con burro e formaggio....
Il Castello della Settimana: Castello Reale di Govone

Il Castello della Settimana: Castello Reale di Govone

Affacciato sulla sponda del fiume Tanaro tra le Langhe e il Monferrato si trova un antico castello che fu addirittura dimora reale. La sua facciata imponente e i ricchi affreschi all’interno la rendono meta privilegiata di una visita per gli amanti dei castelli e dell’arte, ma il parco all’inglese e il giardino pensile rendono il Castello di Govone la meta ideale per un pomeriggio davvero speciale. Il castello è già citato in documenti risalenti all’anno 1000 e ha avuto numerosi proprietari, tra cui Vittorio Amedeo III re di Sardegna, Carlo Felice, Ferdinando di Savoia Duca di Genova e ovviamente i Signori di Govone. E come molti castelli è stato anche conquistato, depredato e abbandonato: in questo caso, dopo la fuga dei Govone, il castello fu preso dai conquistatori francesi, che lo depredarono in gran parte. Se amate l’atmosfera lussuosa e barocca tipica delle regge rimarrete a bocca aperta e con il naso all’insù ad ammirare gli affreschi in chiaroscuro del salone centrale e degli appartamenti reali. Vi consigliamo però di abbassare lo sguardo anche su porte e pavimenti, veri capolavori di legno intagliato. Le statue che si vedono nei saloni sono in realtà affreschi in trompe-l’oeil che giocano sul chiaroscuro. Entrando o uscendo potrete sentirvi quasi dei nobili alteri che osservano dall’alto in basso – è proprio il caso di dirlo – il popolino ai piedi  dello scalone a due rampe in pietra che conduce nei giardini. Uno scalone imponente e ricco di decorazioni provenienti da Venaria risalenti alla metà del Settecento e sopravvissute – almeno loro – alle spoliazioni dei francesi. Ora il castello è lo specchio del gusto di Carlo...
Il Castello della Settimana: Monticello D’Alba, un tuffo nella storia medievale

Il Castello della Settimana: Monticello D’Alba, un tuffo nella storia medievale

Volete visitare il tipico castello medievale? Allora dovete andare a Monticello d’Alba, dove sorge uno dei manieri più scenografici e antichi del Piemonte, le cui prime fortificazioni risalgono addirittura a prima dell’anno 1000. Costruito in mattoni a vista con tre imponenti torri, è stato di proprietà dei Vescovi di Asti, che lo donarono ai Roero dopo che questi lo liberarono da Ludovico Malabalia, un vassallo che si era ribellato alla loro autorità e che cercò invano di difendersi da dietro i bellissimi merli ghibellini che coronano il passo di ronda. I Roero, da 600 anni proprietari del maniero e tutt’ora residenti  al suo interno, nel corso del tempo lo hanno rinnovato e modificato, rendendolo uno dei castelli meglio conservati della zona.  Il Viceré di Sardegna, in occasione delle sue nozze, fece sostituire  il ponte levatoio con un più scenografico scalone in pietra e aggiunse bellissimi giardini all’inglese a forma di chiocciola, curati dallo stesso autore del Parco Reale di Racconigi. Qui gli alberi ad alto fusto ombreggiano vialetti tortuosi e piccoli laghetti, in un paesaggio di gusto tipicamente romantico. Una curiosità: il laghetto a forma di chitarra è stato creato per soddisfare i capricci dei bambini dei conti, che volevano un mare “per i loro velieri”, come potete vedere nella gallery qui sotto. Se siete appassionati di armi, qui troverete un mondo da scoprire: antiche armature e una collezione di armi di tutti i tempi. Se invece preferite l’araldica e l’arte, preparatevi a incontrare gli antenati degli attuali conti negli splendidi dipinti della galleria e ad ammirare a naso in su gli stemmi di famiglia, per poi venire introdotti nel...