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Un paese di… gesso: alla scoperta di Bistagno

scheda_gipsoteca bistagno

Bistagno è una piccola località in provincia di Alessandria, antica roccaforte volta alla difesa della vicina Acqui Terme. Uno dei tanti paesi ricchi di storia del Piemonte, che al suo interno vanta un’eccellenza: si tratta della gipsoteca “Giulio Monteverde”, museo dedicato allo sculture originario del luogo, figura di spicco nel panorama artistico italiano del 1800. Questo fine settimana, all’interno della gipsoteca, viene inaugurata la mostra “Dialogo”, con l’esposizione di opere del pittore inglese Paul Goodwin: un intreccio, un dialogo appunto, dove la potenza dei colori dipinti su tela rimarcano con forza il vigore monumentale dei gessi. Celeste Malerba, sindaco di Bistagno, racconta come è nata l’idea di questa mostra e quali altre sorprese può regalare questo comune del Monferrato.

Sindaco Malerba, Bistagno ha deciso di aprire da quest’anno le proprie porte alle iniziative di Castelli Aperti. Soddisfatti di questi primi mesi?
Assolutamente si, siamo solo al primo anno, ma conosco Castelli Aperti da diverso tempo. La nostra gipsoteca non poteva mancare, si incastra perfettamente tra le migliori dimore storiche e i musei del nostro Piemonte. La gipsoteca deve essere un’opportunità per tutto il nostro territorio, per le attività locali e le strutture ricettive: tra l’altro, a breve, aprirà finalmente il nuovo hotel, intitolato “Giulio Monteverde”.

Quanto è importante il turismo per una realtà come Bistagno?
Tantissimo, da maggio è partita un’altra iniziativa, “Incontriamoci a Bistagno”, che durerà fino ad ottobre. Oltre a Castelli Aperti, c’è il festival “Identità e territorio”, le feste della Pro Loco, una serie di iniziative che legano tutte le località vicine al fiume Bormida. Si tratta di mescolare la cultura con la passione per l’enogastronomia tipica delle nostre terre, con alcuni percorsi naturalistici.

Sabato 11 luglio inaugura la mostra “Dialogo”, con le opere del pittore inglese Paul Goodwin: come è nata l’idea?
Le scelte artistiche della gipsoteca sono affidate alla sua direttrice, la dottoressa Chiara Lanzi, figura di indiscutibile valore. Questa è un’idea molto originale, che vuole mischiare l’arte di periodi storici differenti, nel segno del dialogo: le opere del 1800 del Monteverde con i dipinti di un pittore di oggi. E’ un esperimento, ma siamo sicuri che andrà benissimo: sono attesi anche diversi turisti stranieri.

Se dovesse consigliare ad un turista cosa visitare di Bistagno, oltre alla gipsoteca, cosa suggerirebbe?
Senza dubbio la “Madonna col bambino”, opera in marmo realizzata sempre da Giulio Monteverde, custodita all’interno della chiesa parrocchiale (mentre il calco in gesso si trova all’interno della gipsoteca). Oltre ad essere molto bella, contiene una dedica, del Monteverde ai suoi concittadini: è molto rappresentativa. Sicuramente la nostra torre, di stampo medievale, ma in generale l’intero centro storico è particolare e suggestivo: Bistagno nasce come fortezza per proteggere Acqui Terme e la sua forma, una sorta di triangolo, è stata realizzata nel 1253 per difendersi dagli attacchi nemici. Le vie del centro infatti non sono mai dritte, per rallentare i nemici che non conoscevano le strade.